Mama Marjas: i mille colori della black music

Mama Marjas backed by Don Ciccio nella prima tappa del tour celebrativo dei suoi 15 anni di carriera. Al Largo Venue di Roma un concerto trascinante per fare il pieno di amore e positività.

Musica australe

Il nero comprende tutti i colori dell’iride che si mescolano e si fondono creando un’unica tinta.
Come il nero anche la black music racchiude in sé mille diversi stili e generi musicali, provenienti da continenti lontani ma accomunati da un’unica filosofia: quella dell’amore e della fratellanza.

In Italia Mama Marjas è sicuramente una delle figure di riferimento della musica nera. Un’artista che nel corso della sua carriera ha teso ponti sopra l’Atlantico per riavvicinare in un’unica Pangea musicale l’emisfero sud del pianeta.
Dalla Puglia è partita quindici anni fa per un viaggio musicale fino ai Caraibi. La Jamaica ed il reggae sono stati il punto di partenza da cui decollare con la carriera da solista ed atterrare sull’altra sponda dell’oceano.

L’Africa oggi è il suo paese d’elezione, quella terra ricca di storia, tradizioni e cultura che lungo le innumerevoli rotte degli schiavi nel corso dei secoli ha dato origine a quasi tutta la musica moderna.
Come una vera esploratrice Mama Marjas durante la sua carriera ha ripercorso queste rotte al contrario, per tornare alle origini della musica australe, la musica del sud del mondo.

Tradizione ed innovazione

La serata al Largo Venue sembra partire sottotono, poi ci pensa la Pakkia Crew a scaldare l’atmosfera. Il loro warm-up fa alzare i giri del motore del pubblico che già balla prima che Mama Marjas salga sul palco.
E quando, anticipata da Don Ciccio, uno dei pionieri dell’Afrobeat in Italia, Mama Marjas si prende la scena, diventa impossibile resistere.

Una personalità fortissima, esplosiva, la simpatia e la capacità di comunicare e legarsi al pubblico sono le doti innate di un’artista che è una forza della natura. E proprio l’amore per la natura, per la terra, per le radici, per l’umanità bistrattata è il cuore del suo messaggio.

Quando parla o canta in italiano, inglese, spagnolo o in dialetto barese Mama Marjas si scaglia contro razzismo, proibizionismo, sessismo e omofobia. Sogna il ritorno ad una comunità fondata sulla generosità, la fratellanza, la naturalezza nelle interazioni umane, scevre da sovrastrutture e muri di separazione.

Ed il suo messaggio, quasi una chiamata alle armi pacifiche del rispetto e dell’inclusione, viaggia forte ed arriva al cuore del pubblico.

Il suo concerto è un mix irresistibile di generi. A partire dal reggae che Mama Marjas non ha mai rinnegato, per passare dalle sue varie declinazioni dancehall, ragga, fino ad arrivare all’afrobeat ed al kuduro.

Un canto d’amore senza frontiere come quello del suo nuovo singolo “Osiride” che ha presentato live per la prima volta. Un singolo che nel suo viaggio continuo l’ha portata in Egitto, sulle sponde del Mediterraneo. Come in un viaggio circolare partito dai Caraibi, attraverso l’Atlantico ed il continente africano Mama Marjas figurativamente sembra ritornare a “casa”. A quel sud d’Italia che è solo il nord del sud del mondo, di un pianeta che dovrebbe rinunciare ai punti cardinali per viaggiare in un’unica direzione: quella della fratellanza.

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