Nanni Gaias: l’importanza di restare vivi

Ultimo aggiornamento:

In totale balia del divenire, durante un periodo difficoltoso attraversato dall’artista dal 2023 al 2025, nascono I brani che daranno vita a  “Restare Vivi”, nuovo album dell’artista sardo Nanni Gaias. Perdere l’orientamento in certi casi diventa quasi salvifico.

Salvezza nel buio

Autore, produttore e performer: Nanni Gaias è un artista che vive di ritmo. Batterista e polistrumentista, originario di Berchidda (Sardegna) inizia il suo percorso con produzioni indipendenti, arrivando a collaborazioni di spessore, come quella con Paolo Fresu. Un percorso di sperimentazione nel funky e nel soul in costante crescita, vincitore del Premio Mario Cervo, direttore artistico della rassegna “Time After Time”, (interna al Time in Jazz), fondatore dell’etichetta discografica  Sámbene Production. Un breve riassunto questo, per un artista in continua evoluzione e ricerca che ora arriva alle nostre orecchie con “Restare vivi”.

Senza restare troppo ingabbiato, l’album attraversa stoner, grunge e funk-rock , “Restare Vivi” segue l’istinto di Gaias senza porsi il limite di dover per forza rispettare un binario. Proprio come quando viviamo concedendo spazio alle nostre libertà, senza curarci di agire per qualcun altr* o qualcos’altro. L’autenticità arriva così, senza richieste di sorta. Nanni Gaias trova la sua risposta nella musica, un territorio che accoglie senza chiedere pegno, senza volere nulla in cambio.

L’artista racconta che il suo quinto album, “Restare Vivi” non è nato da un progetto pianificato a tavolino, ma da un bisogno viscerale. In un periodo difficile, la musica è stata l’unica costante: ha suonato e registrato senza l’obiettivo di creare un disco, scoprendo solo alla fine che quell’atto creativo era ciò che lo teneva a galla. Il risultato è un lavoro rock, schietto e senza filtri, che pone a tutti una domanda profonda: qual è quella cosa che, spesso senza che ce ne rendiamo conto, ci salva nei momenti bui?

Un album da sentire live in club, festival e rassegne, pensato per essere suonato sul palco accompagnato da I Groovidi, con Riccardo Nieddu alla chitarra elettrica e Daniele Piredda al basso. Il consiglio è quello di fare una lunga camminata e divorare con delle cuffie il disco o spararlo senza alcuna paura “Restare vivi” anche in casa, da soli, quando ci si vuole fermare un attimo. C’è qualcosa di estremamente potente in un disco che non sapeva di dover nascere. ‘RESTARE VIVI’ sembra essere il ritratto di un momento d’urgenza, un suono ruvido e rock che non cerca approvazione, ma solo verità

Altre storie
#suonateacasa: Diana Tejera live