Novagorica Live: altitudini e preghiere violente

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Preghiera Violenta. Due parole che si mordono a vicenda, che non trovano pace nemmeno stando ferme sulla pagina — come tutta la musica dei Novagorica, come tutto quello che i Novagorica sembrano essere.

Cinque romani che dal 2019 abitano quel punto esatto in cui la rabbia diventa carezza e la carezza torna rabbia. Un alt-rock che non cerca riparo, che porta il disagio contemporaneo fino in fondo — fino a quel momento in cui smette di essere solo tuo e diventa di tutti quelli che stanno ascoltando.

Altitudine, il loro secondo album uscito il 7 marzo 2025 su Through the Void Records, ha quella qualità rara delle cose che maturano nel movimento. Le canzoni sono nate dal corpo a corpo quotidiano di quasi quaranta live, dalle improvvisazioni in studio, dalle notti passate a limare parole con Ronzoni, D’Andrea e Elisa Oppedisano finché non tagliavano nel posto giusto. Nel live al Wishlist di Roma quella strada si è sentita tutta — nel modo in cui ogni brano premeva verso l’esterno, nel sudore che è sempre parte del discorso quando i Novagorica suonano dal vivo.

La prima volta, Le ore piccole, Carne e saliva, Le formiche, Piromani — una mappa emotiva tracciata a mano libera, con quella tremarella onesta che solo chi ci ha messo davvero qualcosa riesce a trasmettere.

“Musica urlata per gente dal cuore delicato.” Una frase che arriva dritta allo sterno e ci resta, come un livido.

Gallery a cura di Daniele L. Bianchi

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