Strutture di contenimento: la mostra alla White Noise Gallery

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Mar Hernandez e Lisa Sebestikova presentano alla White Noise Gallery di Roma “Strutture di contenimento”. Una mostra che manifesta l’urgenza di superare le limitazioni del tempo, oltre i margini della quotidianità e i limiti della forma, trasformandola in un’entità in perenne divenire

Strutture di contenimento: le visioni di Mar Hernandez e Lisa Sebestikova

Mura che chiudono lo spazio e costringono gli occhi a fissare un punto immobile, perso nel tempo. Armature che svestono la propria funzione protettiva e diventano curve e linee che riempiono il vuoto. Strutture di contenimento che arginano e delimitano. Che rassicurano e rendono controllabili entità altrimenti sfuggenti ed imprevedibili. Meccanismi per arginare l’ineluttabilità della libertà spaziale e il furore non controllabile del tempo. Esoscheletri che salvaguardano l’interno dall’esterno e proteggono l’esterno dall’interno.

“Strutture di contenimento” ideate da Mar Hernandez e Lisa Sebestikova e protagoniste di una mostra organizzata dalla White Noise Gallery a cura di Eleonora Aloise e Carlo Maria Lolli Ghetti.

Strutture di contenimento
Mar Hernandez

Dall’ambiente domestico alle armature

Le mura di casa come una struttura di contenimento familiare e condivisa. La comfort zone umana per eccellenza come diario della nostra vita. Mar Hernandez presenta alla White Noise Gallery una serie di lavori inediti nelle quali il tratto a matita arricchisce fotografie di ambienti domestici desertici, abbandonati, non più vissuti. L’immaginazione che si fonde con la realtà e proietta in una rappresentazione dello spazio nella quale il vuoto si riempie e il pieno si svuota.

Strutture di alluminio fluttuanti che rievocano le vestigia del passato e ridisegnano un presente immateriale. Lisa Sebestikova, alla sua prima mostra in Italia, si immerge nella fascinazione per la pietra dalle quali nascono sia le proprie opere scultore, sia la storia di Roma.

Strutture di contenimento
Lisa Sebestikova

Le sue forme fluttuanti sono un ricordo quasi etereo delle armature che cingono le parti più fragili dei monumenti e narrano le storie di quello che hanno contenuto attraverso la silhouette impressa nei frammenti di roccia. Un memoria traslata attraverso queste strutture di contenimento trasformate in una forma al tempo stesso fragile e flessibile, eterea e immanente. Strutture che aprono spazi ad ulteriori forme, ancora in divenire. Come uno strumento di contenimento che svuotato dal proprio significato originario è in cerca della propria identità.

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