I Tre Allegri Ragazzi Morti live: la nostra rivoluzionaria malinconia

Rock, punk, reggae, ska, pop. Il live dei Tre Allegri Ragazzi Morti all’Auditorium Parco della Musica è stato un viaggio malinconico, rabbioso, allegro e poetico, in tutte le sfaccettature musicali del gruppo di Pordenone. Il concerto, una produzione Monk, è stato anche l’occasione per riascoltare i maggiori successi della band: dal primo disco “Mondo naïf” fino al recente “Il sindacato dei sogni”. “La nostra malinconia è sempre rivoluzionaria, perché vivere questo stato ci priva della condizione di consumatori felici – ci racconta il batterista Luca Masseroni -. Ai Tarm piacciono gli ossimori perché allargano la possibilità dei significati. In ogni parola che usiamo, anche meccanicamente, si cela un sentimento che indica lo spirito vitale delle cose”.

I Tarm non hanno mai smesso di descrivere l’adolescenza e la vita in modo critico anche se dolcissimo. “In ogni nostro concerto cantiamo sempre “Mai come voi” e quei voi sono sempre gli stessi, quell’umanità che resta sempre distante anche se cambiano le generazioni”.

La cura per non essere come quei “voi” si nasconde nel caos, nel rumore che producono gli esseri umani quando si spingono verso gli altri: “Proprio questo rumore, che non sentiamo necessariamente, è quello che produce l’empatia. Un suono in grado di scuotere anche il silenzio più profondo”.

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