Carne colpevole: le ragazze del Liceo Socrate hanno salvato anche me

“Niente minigonna a scuola sennò ai prof. cade l’occhio”. La protesta delle studentesse del Liceo Socrate ha salvato anche me e il mio passato.

Quando ero alle scuole medie statali le ragazze erano costrette ad indossare un grembiule nero, con il colletto bianco. Lungo fino al sotto ginocchio. Uno straccio che tutte arrotolavamo nella tasca inferiore dell’Invicta e che indossavamo sgualcito durante le ore in classe. Le più spregiudicate ne allacciavano solo i bottoni centrali. Le più vanitose ne avevano di forme meno regolari o addobbati con qualche dettaglio.Il mio aveva un collettone dark e qualche pin portata dai cugini americani.

Il terzo anno ne avevo uno bellissimo con allaccio a kimono e senza bottoni. Avanguardia pura. Però avevo un colletto di organza che graffiava il collo. Ma il preside era stato chiaro: aveva dei professori troppo giovani per non imporre un decorosissimo stropicciato straccio nero che ci coprisse.

Lo aveva chiarito ai genitori che si sentivano sollevati da questa regola.
Lo aveva ribadito a gran voce ogni mattina per tre anni: allacciate il grembiule.

Lo aveva raccontato come un’idea illuminata ogni volta che proponeva il suo modello di scuola, statale, ai nuovi arrivati.

Le ragazze della scuola media Pascoli di Benevento dovevano indossare un grembiule nero, a maniche lunghe, che coprisse le ginocchia dal momento in cui varcavano la soglia del cancello della scuola.

Scuola pubblica statale. Laica. In teoria.

Quello straccio nero col colletto bianco lo avevamo tutte.

Tutte.

Tutte colpevoli di tediare quei “meravigliosi” professori troppo giovani per non garantire che l’occhio sarebbe potuto cadere.

Eravamo carne colpevole.

E non sapevamo di esserlo.

Eravamo coperte e accaldate anche d’estate e ci lamentavamo di questo obbligo riservato esclusivamente alle ragazze ma continuavamo ad indossarlo.

Perché ve lo racconto?
Ve lo racconto perché oggi le ragazze del liceo Socrate hanno salvato anche me.
Me che non avevo mai letto tutta la violenza subita durante i tre anni di scuola media.
Tre anni in cui si è normalizzato, per me che fossi qualcosa, non qualcuno.
Che noi ragazze fossimo soprattutto ed evidentemente.

Carne da coprire.

Carne peccaminosa.

Carne.

Ve lo racconto, rompendo l’anonimato, perché stamattina quel grembiule nero stropicciato nello zaino ha finalmente trovato il suo senso.

Sono grata a quelle ragazze.

Volevo dirvelo.


Sabina

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