Zen Circus live: storie di cuori, ossa e polmoni

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Il Circo Zen ha fatto tappa a Roma, in un live all’Auditorium Parco della Musica prodotto dal Monk. Appino, Ufo, Karim e il Maestro Pellegrini hanno raccontato al pubblico storie di accendini senza sigarette, di guerre dove non si muore anche se si muore, di case edificate con il catrame, di corpi feriti nel tentativo di liberarsi dalle catene, di bestie rare ricoperte di sangue. Di vita e di morte. Di rinascita.

Zen Circus: la nostra casa accogliente

Il rumore di ossa che cercano di liberarsi dalle catene, di polmoni che riprendono a respirare nonostante siano coperti da uno strato denso di catrame, di un cuore che si sforza di battere “come se provasse amore”. Un’anatomia sofferente e resistente che introduce con i suoi clangori il live degli Zen Circus all’Auditorium di Roma.

Un concerto che rappresenta una mappa astrale delle nostre ferite, una cartina geografica di un mondo risucchiato dal dolore che cerca di divincolarsi e camminare. Nonostante le giunture e le ossa fradice e le mani avvizzite.

E il live degli Zen Circus diventa una “casa accogliente” per chi ascoltando le parole di Appino cerca salvezza “dalla morale, dall’obbedienza, dalla normalità fatta sentenza”.

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